DI Là DAL FIUME E TRA GLI ALBERI RAI5
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Documentario | Di là dal fiume e tra gli alberi
In onda il 08/07/2026 dalle 23:25 alle 23:59
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Di là dal fiume e tra gli alberi: io mi sento Gargano (documentario)
Un promontorio montuoso nella parte più settentrionale della Puglia, bagnato per tre lati dal mare Adriatico e per questo conosciuto come lo Sperone d'Italia. Lo racconta il documentario Io mi sento Gargano, in onda mercoledì 8 luglio su Rai5 per il ciclo Di là dal fiume e tra gli alberi.
Il Gargano appare dal mare come una terra emersa da un antico ricordo. Le sue rocce bianche sembrano affiorare direttamente dall'acqua, come se il mare le restituisse lentamente alla terra. Queste rocce calcaree si sono formate milioni di anni fa, quando l'intera area era sommersa. I movimenti della crosta terrestre le hanno poi sollevate, facendo emergere il promontorio, inizialmente come isola e successivamente unendolo al continente. Forse è proprio questa origine insulare ad aver preservato il carattere schivo e autentico del Gargano, rendendolo uno dei territori più ricchi di biodiversità del Mediterraneo.
Nella parte meridionale del promontorio crescono oltre sessanta specie di orchidee spontanee, molte delle quali endemiche. Piccole, raffinate e sorprendenti, trasformano il Gargano in uno dei paradisi europei dedicati a questo straordinario fiore.
Il documentario attraversa questa terra sospesa tra mare e montagna per raccontarne l'anima più profonda. Un viaggio tra paesaggi spettacolari, testimonianze storiche e incontri inattesi, alla scoperta di un territorio che custodisce tracce di epoche lontanissime. Dalla Grotta Pazienza, che conserva importanti testimonianze della preistoria, alla necropoli paleocristiana La Salata, considerata una delle più antiche testimonianze della diffusione del Cristianesimo nell'area.
Lungo la costa emergono i trabucchi, antiche macchine da pesca sospese tra cielo e mare, simboli identitari del Gargano e oggi preservati grazie all'impegno delle comunità locali. Ma il Gargano è anche terra di tradizioni vive e sorprendenti, come il Podolicesimo, movimento spirituale e gastronomico che celebra la vacca podolica e il suo caciocavallo, trasformando il cibo in un racconto identitario fatto di musica, convivialità e appartenenza.
Ovunque domina il bianco: quello delle rocce, delle case, delle chiese e dei santuari che punteggiano il paesaggio. Un colore che riflette la luce del sole e dialoga continuamente con l'azzurro del mare. Il Gargano però è soprattutto una terra sacra. A Monte Sant'Angelo, la Grotta di San Michele Arcangelo richiama da secoli pellegrini provenienti da tutta Europa. Si narra che nel V secolo, l’Arcangelo apparve proprio su questa montagna, scegliendola come suo santuario e dichiarandola luogo sacro per l’eternità.
Tutto sembra custodire una presenza invisibile e spirituale, che lascia nell’aria una quiete profonda, quasi mistica. Ed è proprio qui, in mezzo a tanto misticismo, che batte il vero ritmo di questa terra. Un'esistenza che si fa danza popolare, soffio del vento e respiro stesso dell'universo. Un cammino nomade in una terra intensa e segreta, dove la natura incontaminata nutre lo spirito e il silenzio diventa un rifugio per l’anima.
(dalla redazione Rai)
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