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Un ritratto dell'Italia visto attraverso il rapporto morboso con il cibo, simbolo di sovrabbondanza, di falso benessere ma anche di voragini psichiche, di vuoti incolmabili. Si mangia eccessivamente per dimenticare, per non pensare, per non essere curiosi, per non essere se stessi, per sostituire qualcuno che non c'è oppure ciò che non si ha. Tra rabbia e ironia, il testo stigmatizza l'indifferenza di cui l'Italia è capace e che a tavola, davanti a sontuose portate, trova la sua massima espressione, il suo luogo ideale. Regia televisiva di Paolo Sorrentino.
(dalla redazione Rai)