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Fu il primo a esporre in una mostra i quadri di Paul Klee e basterebbe questo merito ad assicurare a Wassily Kandinsky un posto nella storia dell'arte. Ma ci sono anche i suoi quadri a fare di lui un grande artista. Una definizione comunque riduttiva. Lo racconta Jacopo Veneziani in Art Night, introducendo e commentando il documentario Kandinsky: i colori del suono, in onda venerdì 6 marzo in prima visione su Rai5.
Nel 1896 Kandinsky ha 30 anni, è un docente universitario di Diritto, che ha studiato a fondo anche l'arte e la musica. Ascolta un'opera di Wagner e rimane folgorato. Non è esclusivamente un'esperienza uditiva, riesce a vedere i suoni, che danno vita dentro di lui a colori, movimenti, emozioni e pensieri. Decide cosa vuole fare della sua vita, diventare un pittore che genera negli spettatori dei suoi quadri le stesse vibrazioni interiori che gli ha procurato la musica di Wagner.
Il documentario, diretto da Pierre-Henri Gibert, amalgama materiale di repertorio, interviste, riprese originali e delle opere di Kandinsky, spesso scomposte e ricomposte con sofisticate tecnologie grafiche e di animazione, con lo scopo di illustrarne il significato e le tecniche compositive. Il racconto ricostruisce in modo coinvolgente e appassionante una vicenda biografica e culturale eccezionale, attraverso i grandi eventi della Storia che si intrecciano con le passioni, le sofferenze e gli amori di Wassily Kandinsky.
(dalla redazione Rai)